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“Trine e merletti”
Tutto è nato dall'idea di far conoscere chi eravamo, come eravamo, come era la nostra vita. Ecco che un giorno, un piccolo gruppo di persone decise di portare in piazza utensili da cucina, strumenti da lavoro, abiti, biancheria insomma tutto quello che ciascuna famiglia aveva a disposizione ed ereditato dai propri avi. Tutto ben disposto, ricreando anche angoli di case, di vita quotidiana. E perchè non sfruttare un altro bene prezioso del paese? I nostri forni a legna. Il paese ne conta almeno venticinque. Già! Un bel numero per un piccolo paese come il nostro di "ben 130 anime", alcuni non più utilizzabili ma altri tutttora funzionanti e pronti per sfornare focaccine, panucciori (piccoli panini che venivano fatti ai bambini) da farcire con salumi tipici della zona come il lardo, la “mezzina”(meglio conosciuta come pancetta o rigatino). Non ci facciamo mancare nemmeno i bomboloni, il cocomero, la panzanella, la bruschetta e del buon vino servito nelle nostre cantine e accompagnato con olive dolci, da qualche fetta di salamino e del buon pecorino fresco.
E' possibile acquistare da mangiare e da bere con il "soldo gualdiccio" che si può cambiare con i moderni "euro" direttamente nei due punti di ingresso al paese.


 Alcune foto:

Camera

Alcuni utensili da lavoro
e biancheria

Alcuni utensili da cucina
e biancheria

 

Il soldo gualdiccio